| Newsletter Sicrea – N° 1,
10 ottobre 2006 |
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Il perché di un sito
di Giorgio Gobbi
Internet
esiste da oltre 30 anni, ma la
sua grande popolarità è iniziata
una dozzina d'anni fa. Infatti il
web, ovvero la ragnatela di pagine
collegate tra loro che permette
un facile accesso alle informazioni, è stato
introdotto all'inizio degli anni
'90 e da allora ha trascinato l'espansione
di Internet a ritmo inarrestabile.
Oggi, per la maggioranza degli
utenti, Internet significa web e
posta elettronica. Il numero di
utenti è passato da 16 milioni
alla fine del 1995 a circa un miliardo
alla fine del 2005, mentre il numero
di pagine web aveva già superato
i due miliardi a metà del
2000.
Parallelamente, è cresciuto
il numero dei siti web, che ha superato
i 400 milioni nei primi mesi del
2006. Il numero di siti con dominio .it è circa
1.250.000, a cui vanno aggiunti
i siti italiani con domini .com,
.net, .org e via dicendo.
Il numero di utenti italiani di
Internet varia secondo la frequenza
di accesso alla rete e la fonte
delle stime. Calcolando anche gli
utenti saltuari, si parla di circa
18 milioni di persone, che scendono
a circa 5 milioni per chi usa Internet
tutti i giorni. Esistono stime molto
più ottimistiche, ma non
godono di molto credito.
Come si vede, anche se trascorreste
varie ore al giorno a visitare siti
Internet, non riuscireste a vederne
molti. Visitando un sito nuovo ogni
minuto, per otto ore al giorno,
ci vorrebbero oltre 2000 anni per
dare una rapida occhiata a Internet.
Di fatto, gli utenti si orientano
a una serie limitata di siti che
frequentano abitualmente e in più cercano
i siti di interesse tramite i motori
di ricerca e - se ne hanno voglia
- visitano i siti che vengono loro
segnalati dai conoscenti o da messaggi
pubblicitari particolarmente efficaci.
L'uso di Internet
In questa scena, ogni responsabile
aziendale si fa qualche idea su
come utilizzare Internet. C'è chi
pubblica una sorta di vetrina delle
proprie attività e poi se
ne dimentica, c'è chi ignora
o rimanda la questione, c'è chi
pubblicizza e tiene aggiornato il
sito sperando che qualcuno lo veda
e c'è una minoranza che utilizza
il sito come strumento di lavoro,
rendendolo parte integrante delle
proprie attività di marketing.
Dato che le cose non accadono
da sole o per caso, il sito di un'azienda è efficace
se è ideato con le finalità e
gli obiettivi corretti ed è progettato
e realizzato in modo consapevole
e competente.
Negli scorsi anni molte aziende,
credendo di risparmiare, hanno dovuto
fare e rifare il proprio sito diverse
volte. Magari costava poco, ma non
andava mai bene perché mancava
di personalità, non creava
interesse, l'aspetto era mediocre,
il testo era sciatto, non comunicava
un'idea o un messaggio coerente
e il pubblico ne stava alla larga.
Alla fine degli anni '90 vennero
di moda gli effetti speciali, i
video non necessari, i suoni non
richiesti e le scritte lampeggianti.
Ci fu il periodo degli striscioni
pubblicitari e delle finestre pop-up,
che gli utenti hanno imparato a
ignorare o a bloccare del tutto.
Negli anni del nuovo millennio,
dopo la crisi e la ripresa del Nuovo
Mercato, l'approccio è diventato
più pragmatico: non si tollerano
più i costi immotivati e
si tende a eliminare ciò che
non produce un ritorno.
Qualcuno si è spinto fino
a suggerire l'idea che l'estetica
e l'aspetto piacevole del sito abbiano
importanza secondaria, poco influente
sul grado di efficacia del sito.
In realtà, la ricercatezza
e gli effetti speciali hanno fallito
quando sono stati usati senza talento,
mentre un artista sa interpretare
la realtà senza sconfinare
nel cattivo gusto. Un sito non ha
bisogno di effetti speciali e di
grandi spese per trasmettere la
personalità dell'azienda,
avere un aspetto piacevole e comunicare
efficacemente con i visitatori;
ha bisogno di sviluppatori competenti
e disposti ad assumere il punto
di vista dell'azienda.
Perché ogni azienda e
ogni professionista ha bisogno di
un sito?
È una cosa da esibire come
un'auto sportiva? Serve per divertire
i visitatori? Si deve avere un sito
perché ce l'hanno "tutti"?
Serve a dimostrare che l'azienda
esiste? Serve per fare carriera
in azienda? Serve per dare fastidio
ai concorrenti? È come un
fiore all'occhiello? Contribuisce
al senso di appartenenza del personale?
Nessuna di queste risposte centra
il bersaglio. Il sito di un'azienda è uno
strumento di marketing, che porta
affari, riduce i costi di molte
attività (comunicazione,
documentazione, promozione, interazione
con i clienti, assistenza ecc.),
incrementa la portata e l'efficacia
della comunicazione, consente di
restare in contatto con i clienti
e di contattare nuovo pubblico e
la lista dei benefici potrebbe continuare.
In poche parole, il sito genera
affari per voi, alleggerendo lo
sforzo del personale e amplificando
l'efficacia delle buone idee. In
un mercato maturo come il nostro,
il gioco di ogni azienda è tenersi
i clienti e portarne via alla concorrenza
e Internet è un prezioso
alleato.
Se
la maggior parte dei siti non interpreta
tale ruolo, il motivo è che
l'ideazione ed esecuzione del sito è lasciata
al caso, che di regola è un
avversario, non un alleato.
Se vi chiedete quale possa essere
il ritorno dall'investimento (ROI)
in un sito web, provate a pensare
ai vantaggi che avreste in sei tipiche
aree: la creazione del brand (marca
o nome commerciale), la generazione
di nuovi contatti, le vendite online,
l'assistenza clienti, le ricerche
di mercato e la pubblicazione di
contenuti (documenti, manuali, storie
di successo, casi reali, ecc.).
Un'azienda con abbondanza di mezzi
non ha difficoltà a ingaggiare
un intero staff di professionisti
specializzati in ogni settore: l'estetica
del sito, il design, i testi, la
programmazione, l'interattività,
i contributi multimediali e così via.
Quello
che serve a una piccola azienda è più semplice:
chiarezza di idee, obiettivi ben
definiti, tattiche competitive e
una strategia coerente che concentri
gli sforzi dell'azienda sull'obiettivo,
come un laser.
Come fate a scegliere il fornitore
a cui affidare lo sviluppo del vostro sito?
Dovreste comunicare al vostro
interlocutore tutte le informazioni
riguardanti l'azienda e il mercato,
verificare che abbia capito scopi,
obiettivi e personalità dell'azienda,
verificare che si prenda a cuore
il vostro successo come farebbe
un partner e verificare che imposti
il sito come uno strumento di marketing,
attrezzato per attirare nuovi contatti,
comunicare con i visitatori in modo
appropriato (chi si annoia o non
capisce se ne va all'istante) e
creare un rapporto di fiducia con
ciascuno di essi. L'azienda che
sviluppa il sito dovrebbe dimostrare
di avere competenze nei settori
artistico, copywriting (la scrittura
dei testi), tecnico (anche per favorire
il posizionamento del sito nei motori
di ricerca) e soprattutto marketing,
per far funzionare il sito come
un generatore di business.
Il sito serve per espandere gli
affari dell'azienda, quindi chiunque
partecipi alla sua ideazione e costruzione
dovrebbe condividere questo obiettivo
e fare la propria parte per realizzarlo
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