| Newsletter Sicrea - N° 4, 28 dicembre 2006 |
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Come vendere di più
con
meno fatica nel 2007
di Giorgio Gobbi
Recentemente
ho ricevuto una copia della pregevole
rivista Lake
Como Lifestyle, un trimestrale
distribuito in 20.000 copie a grandi
alberghi, ristoranti, gioiellerie,
circoli sportivi, sale congressi
e altri luoghi frequentati da pubblico
di alto livello. La rivista ha grande
successo ed è molto richiesta,
grazie alla sua eleganza e alla
qualità degli articoli.
È scritta in italiano e inglese
e anche gli stranieri, numerosi
dalla primavera all'autunno, vi
trovano ampie opportunità per
arricchire la loro esperienza italiana.
Un occhio allenato vede che molte
delle pagine pubblicitarie di questo
genere di riviste sono eleganti
e graficamente ben fatte, ma non
hanno l'efficacia che potrebbero
avere se fossero dettate da una
strategia di marketing. Il marketing
crea la domanda e fa vendere; senza
di esso la pubblicità non
ha una direzione e non raggiunge
lo scopo.
È solo immagine
A volte le aziende pubblicano
pagine di pubblicità accontentandosi
di mantenere viva la propria immagine
nella mente del pubblico. È vero
che l'immagine del produttore può contribuire
al valore percepito dal pubblico,
ma da sola non genera le vendite.
Al contrario, la pubblicità di
sola immagine, priva di un messaggio
specifico, può addirittura
essere controproducente ed essere
percepita come un costo superfluo.
Nel suo libro The
End of Marketing as We Know It,
Sergio Zyman, ha ammesso che persino
la Coca-Cola Company, di cui
è stato direttore marketing,
a volte è caduta nell'errore
di lanciare bellissime campagne
pubblicitarie, molto gradite dal
pubblico, che non ottenevano alcun
apprezzabile incremento delle vendite.
Prendiamo ad esempio la pubblicità di
un negozio. Spesso ha un titolo,
una foto e poco di più, senza
una storia, un coinvolgimento emotivo,
un messaggio, un'offerta e un forte
motivo per recarvisi quanto prima.
Natura morta
Una prova lampante che la pubblicità,
da sola, ha un'efficacia limitata
ve la offrono gli inserzionisti
delle Pagine
Gialle e delle Pagine
Utili, che potrebbero decuplicare
i ritorni se pubblicassero un'offerta
e un messaggio vivo, anziché una "natura
morta" che passa inosservata.
In realtà la pubblicità è uno
strumento del marketing, quindi
può essere progettata solo
dopo aver scoperto qual è il
pubblico del prodotto che si vuole
vendere, che cosa esso desidera,
qual è il posizionamento
da dare al prodotto e al produttore,
quali sono i benefici per l'acquirente,
come dimostrare la credibilità dell'offerta,
come superare le obiezioni, come
garantire soddisfazione senza rischio
e come mettere in azione il pubblico.
La pubblicità funziona
quando il pubblico chiede il prodotto
o servizio o si metta in contatto
per ricevere informazioni. In ogni
caso si deve registrare il cliente
o potenziale cliente e lo si deve
tenere informato periodicamente
sulla propria offerta e sull'esperienza
di altri clienti soddisfatti. Questo è l'uso
efficace di Internet.
Il ruolo dell'esperienza
Da tempo l'azione di marketing
non si basa più soltanto
sulle frasi della pubblicità ma
anche sull'esperienza - propria
o altrui - del rapporto con il produttore,
con il venditore e col prodotto.
Le storie, i blog, i siti di recensioni,
i forum, il passaparola sono gli
strumenti che rendono partecipi
e che creano il livello di fiducia
necessario per passare all'azione.
Un esempio è il punteggio
di feedback degli utenti di eBay: è difficile
pagare anticipatamente un venditore
alla sua prima vendita o con parecchi
acquirenti insoddisfatti. Viceversa,
ci fidiamo a inviare somme consistenti
a chi ha una percentuale di clienti
soddisfatti superiore al 99%.
Pubblicità
alla
cieca
Per non sprecare denaro, la pubblicità dovrebbe
essere figlia del marketing. Fare
pubblicità senza avere ideato
una tattica competitiva (perché il
cliente dovrebbe scegliere proprio
me?) e senza costruirvi intorno
una strategia e un messaggio efficace, è colpire
alla cieca.
Per creare la domanda, il marketing
studia il mercato, esegue vari tipi
di sondaggi e individua le immagini
e le parole da usare nella pubblicità. È il
marketing che dice ai pubblicitari
cosa devono comunicare negli annunci.
I creativi dovrebbero veicolare
la comunicazione senza alterare
il posizionamento e il messaggio
stabilito dal marketing. Quando
questa regola viene violata, le
aziende sprecano il loro denaro.
Una bella pubblicità è solo
bella da vedere: se non entra in
risonanza con le esperienze e aspirazioni
dello specifico tipo di pubblico
a cui si rivolge, se non cattura
l'attenzione e l'interesse, se non
trasmette il messaggio e se non
creare la domanda, fallisce.
Preparare il terreno
Meno efficace è il marketing,
più lavoro deve fare il venditore,
che si troverà su un terreno
freddo e duro anziché soffice
e già seminato. Quando il
marketing è perfetto, i prodotti
si vendono da soli: il cliente arriva
e dice: "Questi sono i soldi,
dov'è il prodotto?".
La morale: non agite senza un
piano di marketing. Non occorre
che sia complesso e costoso, ma
deve essere basato sui desideri
del pubblico e deve creare la domanda.
Allora la pubblicità farà centro,
non serviranno molti venditori e
le entrate raddoppieranno.
Questo è l'augurio di
Sicrea per il vostro 2007. E se
volete ottenere il massimo
da questa
newsletter, fatela leggere ai
vostri
partner, clienti e fornitori.
Sicrea - Il marketing per dare
vita alla tua azienda
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