| Newsletter Sicrea - N° 5, 3 maggio 2007 |
|
Marketing e recessione
di Giorgio Gobbi
Uno
dei maggiori pubblicitari di tutti
i tempi è stato David Ogilvy.
Nel suo imperdibile "Ogilvy
on Advertising" del 1983, Ogilvy
spiega come fare pubblicità che
funziona con la sua leggendaria
ironia e maestria. Nel libro Ogilvy
afferma di non sapere nulla di marketing
e di essersi stupito quando gli
venne assegnato un premio per il
marketing. La verità è che
tutti i grandi della pubblicità,
volenti o nolenti, hanno avuto a
che fare con le attività di
marketing, senza il cui input la
pubblicità ha dimostrato
di non funzionare.
Nel capitolo "Il poco che
so sul marketing" Ogilvy spiega
che cosa si dovrebbe fare in tempi
di recessione e include alcune rilevazioni
statistiche significative. Citiamo
dal libro: "Che cosa dovreste
fare in tempi di recessione, quando
avete bisogno di ogni penny per
sostenere le vostre entrate? Smettere
di fare pubblicità? Se smettete
di pubblicizzare una marca che è ancora
nella sua fase di ingresso sul mercato,
probabilmente la uccidete e per
sempre. Gli studi sulle ultime sei
recessioni hanno dimostrato che
le aziende che non tagliano i loro
budget pubblicitari ottengono maggiori
incrementi di profitto rispetto
alle aziende che operano i tagli.
In un'indagine Morril su 40.000
uomini e donne che hanno acquistato
23 prodotti industriali nell'arco
di cinque anni, si è scoperto
che le quote di mercato crescevano
in tempo di recessione quando la
pubblicità veniva continuata.
Sono giunto alla conclusione di
considerare la pubblicità come
parte del prodotto, da trattare
come costo di produzione, non come
un costo di vendita. Ne segue che
non dovrebbe essere tagliata quando
i tempi sono duri, non più di
quanto risparmiereste per qualunque
altro ingrediente essenziale del
prodotto".
Un grafico convincente
Ogilvy illustra la sua tesi con
il grafico che riportiamo sotto.
Mostra le vendite e i profitti,
a cavallo della recessione del 1974-75,
delle aziende americane che non
hanno tagliato le spese pubblicitarie
nel 74 e nel 75 (in blu) rispetto
alle aziende che in quegli anni
hanno operato i tagli (in rosso).
Le aziende che hanno continuato
a fare pubblicità sono andate
meglio anno dopo anno e nel '77
hanno più che raddoppiato
le vendite. Le aziende che hanno
tagliato la pubblicità hanno
avuto un calo di vendite e nel '77
erano cresciute solo del 50%. Anche
i profitti sono stati molto più alti
per le aziende che non hanno fatto
tagli alla pubblicità.

Promozione e pubblicità
Rispetto ai decenni scorsi, oggi
i canali a disposizione delle aziende
per trasmettere i messaggi promozionali
e comunicare con il loro pubblico
si sono moltiplicati a dismisura.
Internet e le tecnologie sono in
continua evoluzione e modificano
il rapporto tra produttori e consumatori,
a scapito della pubblicità tradizionale
e a favore di una varietà di
azioni promozionali dirette e indirette,
con sempre maggiore partecipazione
del pubblico e della componente
di PR. Tuttavia, sostituendo "spese
promozionali" a "spese
pubblicitarie", le affermazioni
di Ogilvy restano vere. Se la vostra
attività si trova in una
fase stagnante o calante, il rimedio è promuovere
di più, non di meno, altrimenti
l'emergenza diventerà più grave
e il risultato sarà la contrazione
dell'azienda. Dato che la promozione è inefficace
se non è guidata dalle azioni
di marketing, la soluzione per contrastare
un declino consiste nell'eseguire
le azioni fondamentali di marketing
(analizzando il mercato e interrogando
il pubblico) e nell'incrementare
la promozione usando messaggi specifici
che creino o incrementino la domanda.
Non a caso la Guida pratica alla
pubblicità pubblicata dall'associazione
britannica dei pubblicitari, di
concerto con il Dipartimento del Commercio
e dell'Industria, avverte: "La
disciplina fondamentale che sta
dietro a tutte le vendite, la
pubblicità o
le attività promozionali è il marketing.
...."
Sicrea - Il marketing dà vita
alla tua azienda
|