| Newsletter Sicrea – N° 9, 12 maggio 2008 |
|
Businessman o avventuriero?
di Giorgio Gobbi
Uno dei maestri del copywriting
(l’arte
e scienza di scrivere testi promozionali) è Viktor
Schwab, autore nel 1962 di “How
to Write a Good Advertisement” (Come
scrivere un buon annuncio pubblicitario).
Nel
suo libro Schwab mette in guardia
gli uomini d’affari affinché non
facciano la fine dei dodici avventurieri
di cui parla W. Bolitho in “Twelve
Against the Gods” (Dodici
contro gli dei), un libro del
1929 che racconta le vite di
dodici personaggi famosi.
Le vite di questi avventurieri, come
Alessandro il Grande, Colombo e
Napoleone, hanno seguito un percorso
a parabola: prima l’avanzata
senza riserve - libera come il
volo di una farfalla - fino al
trionfo e alla gloria, quindi
la discesa sotto il peso di ricchezze
e riconoscimenti che li ferma
o li porta al passo cauto ed
esitante del bruco.
Per conquistare o conservare ciò che desidera, l’avventuriero a un certo punto scende a compromessi e inizia a giocare su un terreno più sicuro, riducendo i rischi. Così facendo, perde quello slancio dell’immaginazione e quell’audacia che lo avevano portato in alto.
La luce e la fiamma della
passione e della creazione
vengono smorzate dai calcoli
e dalla protezione dei vantaggi
acquisiti, finché giungono
gli anni del “No” a
qualunque proposta di impresa
ardita ed egli cessa di
essere un avventuriero.
Il
tredicesimo
Secondo
Schwab, nella realtà quotidiana
i dodici avventurieri
potrebbero diventare
tredici, includendo come
tredicesimo l’uomo
d’affari che
agli inizi della carriera
aveva l’audacia,
la baldanza e l’amore
del rischio di un
vero
avventuriero.
Ecco
come il cliente di un’agenzia
di promozione e marketing
può diventare
il “tredicesimo”.
Si è rivolto all’agenzia
per intraprendere una campagna
promozionale innovativa e l’agenzia
gli presenta una proposta completamente
nuova. Il cliente è raggiante
di entusiasmo; è convinto
che la campagna sia totalmente
nuova, sensata ma dotata di una
freschezza unica; nessun concorrente
ha mai concepito niente di simile;
catturerà il mercato,
perché è azzeccata
ma completamente diversa da qualunque
cosa vista prima.
Il cliente alla fine dichiara: “Bene, partiamo – dopo
che ci avrò dormito sopra”.
Farfalla o bruco
Passa qualche giorno e la reazione
di assestamento inizia ad avvelenare
la scena. L’impeto
dell’innovatore in qualche modo viene messo da
parte. Il cliente ora dice all’agenzia: “Non
pensate che sia un po’ troppo insolito? Che
ne direste di fare qualche ritocco qua e là?
E’ un po’ rischioso, non si è mai
visto niente del genere nel nostro campo. Lavoriamoci
ancora un po’, non vogliamo essere troppo radicali,
no?”.
Il risultato (ammesso che ce ne
sia uno) è quello di una qualsiasi campagna. A
volte non è il cliente, ma l’agenzia stessa
a fungere da “tredicesimo”. Il copywriter,
ingaggiato per portare aria fresca e risolvere il problema
di comunicazione di un cliente, fa il suo lavoro e
propone qualcosa di completamente nuovo.
Con
toni gentili e misurati, i capi
(i “tredicesimi”)
ammassano di fronte al nuovo copywriter anni di solide
barriere e di “No” istintivi: “Non è malvagia
come idea di copy, forse. Ma non pensi di averla presentata
in modo un tantino bizzarro? Lavoraci un po’ su,
ti dispiace, in modo da renderla meno rivoluzionaria.
Sarebbe imprudente presentarla al cliente in quella
forma. È un po’ troppo fuori rotta, rispetto
a quello che abbiamo sempre fatto per loro”.
Avventurieri
Forse
dovremmo tutti considerarci un
po’ più avventurieri - conclude Schwab - nei nostri
rapporti con i clienti e con i collaboratori.
La terapia vale anche per i clienti, che possiamo aiutare a guarire
dal tarlo che per settimane gli
fa temere
che l’ultima versione di
logo non sia forse quella definitiva
o che gli suggerisce sempre nuovi
siti a cui ispirarsi per la loro
home page.
Per informazioni, telefona o scrivi
a info@sicreasas.com.
Sicrea -
La comunicazione
di marketing
per la tua azienda
|