| Newsletter Sicrea – N° 10 ,
13 giugno 2008 |
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Sette peccati capitali
di Giorgio Gobbi
Sebbene i maggiori protagonisti
del marketing e della pubblicità vengano
dagli Stati Uniti, il Regno Unito
ha offerto degni rappresentanti,
tra cui lo scozzese Ian Moore.
Il suo eccellente "Does Your
Marketing Sell?" (Il tuo
marketing vende?) è un
libro sui segreti di una efficace
comunicazione di marketing.
Moore
prende le mosse dal più classico
dei modelli di comportamento dei
compratori, chiamato AIDA (Attenzione,
Interesse, Desiderio, Azione),
e propone una versione ampliata
a sette gradini per ovviare
alle
lacune del modello AIDA.
Sette gradini per comunicare
Le tre nuove fasi della comunicazione
di marketing che Moore mette ai
primi posti sono:
- navigazione (il
cliente
deve capire al volo di che si
tratta,
cosa deve pensare,
cosa ci guadagna, cosa deve fare,
dove deve andare);
- facilità (il
cliente deve vedere che è facile
fare ciò che gli si chiede,
per
esempio fare un ordine o chiedere
informazioni);
- verbalizzazione (si
deve "conversare" con il cliente
parlando la sua lingua, dopo
aver capito e ascoltato il cliente).
Il modello New AIDA di
Moore consiste di questi tre gradini
seguiti dai tradizionali Attenzione,
Interesse, Desiderio, Azione citati
in tutti i testi di marketing.
Errori di marketing
A dire il vero, non c'è pagina
del libro di Moore in cui non si
possa scoprire qualche carenza
o errore nel marketing delle
aziende. Qui ci limitiamo a esporne sette
che sono in agguato nella fase
della verbalizzazione,
ovvero l'uso delle parole per esprimere
il messaggio.
Scegliere le parole efficaci per
una comunicazione di marketing è il
compito dei copywriter (autori
di testi promozionali), professionisti
che conoscono il marketing, il
mercato (i potenziali compratori),
il cliente, i concorrenti, il
prodotto e la lingua in cui
scrivono. Il copywriter è uno
che
sa mettersi nei panni del destinatario
del messaggio e che sa parlare
la
sua lingua.
Sette peccati capitali dello scrivere
Un'azienda, quando comunica con
il proprio pubblico, non sempre
si affida a un professionista per
la stesura dei testi. Il risultato è che
invia messaggi difficili da capire
(qual è la proposta,
quali sono vantaggi per il cliente,
quanto costa, che cosa bisogna
fare), parla in prima persona
anziché in
seconda (noi siamo, noi facciamo
... invece di tu ricevi, tu
ottieni), non assume il punto
di vista del suo target di mercato,
non chiede di compiere una specifica
azione e, tra altri errori,
incappa nei sette
peccati capitali che riguardano
il testo:
- uso di iperboli (esagerazioni,
affermazioni eccessive alla ricerca
di un effetto);
- uso di cliché (luoghi
comuni stereotipati: frasi ad effetto
che nel passato furono efficaci
e che sono diventate stantie per
troppo uso);
- uso di banalità (commenti
vuoti, privi di originalità o
superflui, in particolare espressi
come se fossero importanti);
- uso di giochi di parole;
- uso di enigmi e indovinelli;
- fumosità del testo
(uso di frasi e parole lunghe e
difficili che rendono il
testo difficile da capire; esiste
una formula per il calcolo dell'"indice
di fumosità" di qualunque
testo);
- "designerite" (interventi
grafici eccessivi e arbitrari sul
testo, che perde
leggibilità ed efficacia; la
grafica è al servizio della
comunicazione,
non deve stravolgerla o
alterarla).
Il risultato è un messaggio
inefficace, se non controproducente,
e un marketing che non vende.
Più bianco del bianco
Un errore comune è trattare
il proprio pubblico come un'entità astratta
e collettiva. Là fuori
ci sono persone che si annoiano
o si arrabbiano se ricevono
comunicazioni impersonali, banali,
burocratiche, che
offrono prodotti o servizi
di scarso interesse usando luoghi
comuni, cliché ed esagerazioni
che hanno fatto il loro tempo.
Il pubblico non legge più frasi
importanti solo per chi le
ha scritte e proposte che
non mostrino un vantaggio
ben definito e comprensibile
in pochi secondi.
L'eccesso di messaggi spazzatura
ha alzato la soglia da superare
per ricevere attenzione: o quello
che scrivi è comprensibile
all'istante e chiaramente vantaggioso
per il cliente o in futuro i tuoi
messaggi potrebbero essere cancellati
o cestinati senza essere aperti.
La prossima volta che scrivi a
tutti i tuoi clienti, scegline
uno che conosci bene e immagina
che ti stai rivolgendo soltanto a
lui. Vedrai che il messaggio
assomiglierà di
più a una conversazione
personale
e viva e che molte banalità,
esagerazioni e cliché se
ne andranno da soli.
Se vuoi rendere efficace la
tua comunicazione con il mercato,
una buona soluzione è investire alcune
giornate nei seminari di copywriting
e comunicazione di marketing di
Sicrea. L'estate serve anche a
questo e ti costa di più non
farlo.
Per informazioni, telefona o scrivi
a info@sicreasas.com.
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