C'è una possibile relazione
tra arte e affari?
—Di Giorgio
Gobbi
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Il
quadro Silva Panthera Leo,
di
Linda Cornelius, scelto per l'11° Festival
del Cinema Africano.
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Può l'arte favorire gli
affari?
Al
momento non sono molti gli imprenditori
e i dirigenti d'azienda che si pongono
tali quesiti o che sfruttano le
potenzialità che ne derivano.
Talvolta vediamo l'arte inquinata
da affaristi che speculano su opere
mediocri o ci chiediamo se un'opera
abbia valore artistico.
Di fatto, è impossibile
definire in modo meccanico le qualità di
una creazione estetica. Tuttavia,
sebbene arte, estetica e bellezza
siano concetti elevati, essi fanno
presa su qualunque individuo e permettono
di comunicare a un alto livello
di qualità e immediatezza,
che tutti sono in grado di apprezzare.
La vista di un'opera d'arte o
di un oggetto di particolare bellezza
desta ammirazione, crea un'affinità che
attira verso l'opera stessa, frantuma
le barriere mentali e predispone
a una comunicazione più libera
e diretta.
| L'artista
innalza al massimo livello
la qualità della comunicazione
e crea un effetto immediato,
un impatto emotivo che trascende
l'uso di parole e altri
simboli. |
Troviamo traccia del valore estetico
di un prodotto commerciale nella
ricerca della confezione, nella
progettazione delle forme (l'industrial
design opera a cavallo tra arte
e tecnologia) e nella scelta delle
immagini. Questi sono gradini intermedi
sulla scala che porta all'arte.
Ne consegue che la presentazione
artistica di un'azienda è la
comunicazione più diretta
e immediata del suo carattere e
prestigio. Un quadro studiato su
misura per riflettere la personalità e
gli scopi di un'azienda va dritto
allo scopo e trasmette istantaneamente
il messaggio desiderato. L'impatto
emozionale che esso crea scavalca
barriere e considerazioni e facilita
la comprensione di ogni altra comunicazione
tra l'azienda e il suo pubblico.
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Dettaglio
del quadro
Silva
Panthera Leo
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Per sostenere un'iniziativa
di business, l'arte deve creare
un impatto emozionale appropriato
e comunicare un messaggio comprensibile.
L'artista può realizzare
questo obiettivo e conferire alle
aziende del nostro tempo l'identità e
il prestigio che nei secoli passati
l'arte riservava a pochi individui
e famiglie di rango.
Tra gli esempi di
utilizzo dell'arte a supporto di
aziende e iniziative commerciali
citiamo lo stand della Epson presso
il GEC 2003 di Milano (mostra internazionale
quadriennale dell'industria grafica,
editoriale, cartaria e trasformatrice),
diventato di fatto una mostra d'arte,
e il manifesto dell'11° Festival
del cinema africano a Milano
(2001), affisso in 800 copie per
le strade della città.
In entrambi i casi
le opere sono state commissionate
alla pittrice Linda
Cornelius, specializzata in
pittura digitale (nella pittura
digitale le pennellate hanno una
resa potenzialmente più ricca
rispetto alla pittura con colori
e pennelli tradizionali).
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Linda
Cornelius e lo stand Epson.
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L'interno
dello stand,
con
la mostra d'arte.
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