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Cornelius
dice di sé...
La
mia visione
Il mio lavoro
esprime l'amore
per la vita e per i colori
e il tentativo di trasmettere
questa felicità e serenità agli
altri.
La
felicità non è necessariamente
cieca rispetto
alla sofferenza
che esiste nel
mondo, per questo
alcune opere trattano
anche le contraddizioni
e le ombre dell'esistenza.
Ma la bellezza
sopravvive sempre
e amo "correggere" il
mondo, renderlo
più simile
a come io desidero
che sia. Città colorate,
paesaggi di pace
contemplativa,
animali fantastici...
Fantasia e realtà non
sono poi così lontane
tra loro: è anche
questione di punto
di vista.
Sin
dall'infanzia ho
amato dipingere
e sperimentare
tecniche nuove,
quindi invoco la
vostra pazienza
se i miei quadri
variano nello stile
e nei contenuti.
Ognuno di essi è la
specifica espressione
dell'umore e del
momento nel quale
li ho dipinti.
A tutti capita
di sentirsi a volte
in pace col mondo,
mentre in altri
periodi ci si sente
più energici
o desiderosi di
cambiare la propria
vita. Così anche
per me. E la gioia
più grande è creare
e sperimentare
e crescere come
persona.
Il
mio mezzo
Preferisco
lavorare sul computer
- dove dipingo
come su una tela,
con il pennello
digitale che emula
quello reale -
perché mi
permette di trattenere
uno stato effimero
di realtà in
continuo divenire
che meglio rappresenta
lo stato creativo
puro.
Con
la libertà di
espressione e la
precisione che
desidero ottenere,
posso mischiare
tra loro varie
tecniche, colori
e materiali, e
quindi creare più liberamente.
Considerando
il mezzo usato,
la pittura in digitale,
non esistono per
questi quadri degli
originali e delle
copie: nessun quadro è la
riproduzione di
qualcosa creato
in modo diverso.
Persino nei multipli,
ogni stampa è un
originale.
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Dicono
di Cornelius...
Il
suo percorso creativo
ha messo insieme
un estro artistico
da sempre presente
ad uno strumento
che, agli inizi,
era tutto meno
che creativo ed
emotivo. Cornelius
ha iniziato nei
primi anni ’80
a far flettere
un computer al
disegno e alla
pittura….e
in quel periodo
non esisteva nemmeno
ancora il mouse!
Non è una
tecnica del computer,
non è nata
artisticamente
con il computer,
ha solo scoperto
negli anni che
il computer era
il mezzo con il
quale riusciva
ad esprimersi meglio.
E da quando è giunta
la tavoletta grafica,
e specialmente
Painter (vero e
proprio concentrato
di pennelli digitali
non ancora raggiunto
e forse mai raggiungibile
da nessun altro
software al mondo)
il suo percorso
artistico è maturato
fino a raggiungere
la raffinatezza
che possiamo ammirare
dalle sue opere,
il suo segno vibrante
ed entusiasmante,
la sua personalità artistica
di grande spessore.
Il
completamento ideale
delle opere di
Cornelius, anche
in virtù della
sua tecnica espressiva,
vicina alla pittura, è quella
della stampa ad
alta qualità Fine
Art, che trova
spazio nelle gallerie
d’arte che
hanno imparato
a comprendere e
a proporre il digitale,
ma anche in ambiti
più allargati
visto che l’arte
deve poter uscire
dagli spazi preposti,
per raggiungere
un numero di utenti
e di fruitori sempre
più grande.
I quadri “digitali” di
Cornelius sono
forme d’arte
di altissimo livello
artistico, ma al
tempo stesso comprensibili
a molti. Il fascino
dell’osmosi
tra pixel e pennellata,
tra segno digitale
e supporto fisico,
tra cromie che
hanno il sapore
che miscela esotico,
etnico e speziato
e che viene creato
con sequenze numeriche
generano un’emozione
forte, che è poi
il ruolo primario
dell’arte,
che avanza, corre
avanti, esplora
a vantaggio di
chi, per scelta
o destino, rimane
più indietro
per raccogliere
queste sensazioni.
(Luca Pianigiani,
Jump)
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